RASSEGNA STAMPA
 

FAME:BARILLA,INDUSTRIA DEVE DARE SUO CONTRIBUTO A LOTTA/ANSA

(di Cristina Latessa) (ANSA) - ROMA, 3 DIC - Anche dall'industria deve arrivare un contributo per contrastare l'emergenza fame, che affligge oltre un miliardo di persone nel mondo, e l'esplodere di crisi alimentari al traino delle speculazioni finanziarie. Il messaggio giunge da Guido Barilla, in occasione del primo International Forum on Food and Nutrition che tira le somme del primo anno di attivita' del 'Barilla Center for Food and Nutrition', l' organismo di esperti dedicati alle tematiche della sicurezza alimentare fortemente voluto dalla big dell'industria alimentare. ''L'industria - afferma Guido Barilla - non puo' avere solo un ruolo passivo sul problema della sicurezza alimentare, deve essere invece partecipe dei problemi collegati e comprenderli''. Il vicedirettore della Fao James Butler riconosce, intervenendo al Forum, l'utilita' di un coinvolgimento dell'industria. ''Ci vuole un approccio integrato e a lungo termine per battere la fame - osserva Butler - dove dovra' partecipare anche il settore privato che puo' avere senz'altro un ruolo utile, sia nell'input tecnico da fornire ai piccoli agricoltori sottosviluppati, sia nelle procedure di fornitura nelle aree sottosviluppate''. Il contributo concreto che puo' arrivare dall'industria nella sfida della lotta alla fame e' sottolineato anche dall'amministratore delegato dell'Expo 2015, Lucio Stanca. ''Una settimana prima del vertice Fao - racconta - abbiamo riunito le imprese private proprio per individuare percorsi concreti di lotta alla fame, sicuramente queste imprese possono contribuire alla soluzione del problema, hanno risorse, kmow how, tecnologia e interesse''. Sulle conclusioni raggiunte dopo un anno di lavoro dal Barilla Center si sofferma uno dei membri dell'advisory Board, l'economista Mario Monti. ''Per combattere la fame - dichiara Momti - serve innanzitutto un approccio multidisciplinare che guardi a diverse prospettive, dall'economia, alla politica, all'ambiente. E serve anche condivisione su un percorso concreto di sviluppo sostenibile''. Gli esperti del Barilla Center (dove figurano, oltre a Monti, Barbara Buchner, Gabriele Riccardi, Umberto Veronesi, Camillo Ricordi, Joseph Sassoon e Valerio De Molli) raccomandano tra l'altro un uso consapevole dell'acqua dolce, indirizzando verso nuove abitudini che prendano per esempio in considerazione l'adozione della dieta mediterranea rispetto a quella americana (dal consumo prevalente di carne e alte concentrazioni di zuccheri e grassi), con cui si puo' arrivare a diminuire fino al 37% il consumo di litri di acqua per persona. Ma la dieta mediterranea, avvisano gli esperti, e' anche piu' sostenibile sul fronte del rispetto dell'ambiente. L'assunzione di 100 calorie con la dieta mediterranea ha infatti un'impronta ecologica inferiore di circa il 37% rispetto all'assunzione dello stesso numero di calorie con la dieta nordamericana. Infine, sul piano della salute, come osserva Veronesi, ''il ruolo dell'alimentazione e' sempre piu' centrale nella prevenzione delle patologie croniche ed e' senz'altro da raccomandare la dieta mediterranea, in quanto sta ora emergendo da ulteriori studi biochimici che i suoi prodotti principali contengono molecole importanti anche sul fronte della protezione dai tumori. Nel mirtillo, per esempio, e' stato di recente scoperto che contiene una molecola che protegge dal tumore del colon''. (ANSA). LS

ROMA, 3 DIC