ANSA/ COLESTEROLO NEL PANE? UN 'DISASTRO'GLI ITALIANI A TAVOLA
(di Maria Emilia Bonaccorso) (ANSA) - ROMA, 1 APR - "Colesterolo nel pane", "proteine nella verdura" e "grassi nella pasta": la dieta mediterranea è del tutto sconosciuta al 60% degli italiani che non conosce i nutrienti degli alimenti, sbaglia le combinazioni e ha un'alimentazione caratterizzata da squilibri e 'peccati di gola'. Lo dimostra uno studio presentato in occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC), in corso a Genova fino al arzo al 2 aprile, secondo cui sei italiani su dieci non conoscono la dieta mediterranea né la piramide alimentare, in cui sono sintetizzate le proporzioni corrette dei vari gruppi di cibi per una sana alimentazione. La ricerca è stata condotta da ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna, dell'Invecchiamento e Malattie Nefrologiche dell'Università di Bologna su 314 persone rappresentative della popolazione generale I risultati sono sorprendenti: nella patria della dieta mediterranea, riconosciuta come "patrimonio immateriale dell'umanità" nel 2010 dall'UNESCO, l'80 per cento degli italiani dichiara di conoscerla, ma quando si "scava" un po' di più nell'effettiva consapevolezza degli alimenti che la compongono si scopre che pochi sanno davvero di che si tratta. "Alla richiesta di definire in maniera precisa che cosa si intende per dieta mediterranea, il 55 per cento ha dato risposte errate, ad esempio indicando che nella pasta ci sono i grassi e il 25 per cento non ha saputo rispondere - spiega Massimo Volpe, presidente SIPREC - Pochissimi sanno davvero giudicare la salubrità di un alimento, tanti non sanno giudicare i costituenti principali di un cibo e non saprebbero dire, ad esempio, se nella pasta ci sono più carboidrati che proteine o viceversa. molti si nutrono in modo disorganizzato: il 95 per cento dichiara che il pranzo è il pasto più importante, ma poi l'80 per cento sceglie una pasta molto condita accompagnata dal pane. Un italiano su due mangia carne magra, ma c'è un buon 20 per cento che sceglie carni grasse più volte alla settimana; il 45 per cento consuma formaggi come minimo tre volte alla settimana. Solo uno su tre lo mangia appena una volta alla settimana, mentre andrebbe consumato almeno due, tre volte. Un cioccolatino una volta ogni tanto non fa male, ma molti li mangiano ogni giorno pensando che sia un peccato di poco conto". PIRAMIDE 'SEMPLIFICATA' - Per rendere più semplici le scelte alimentari degli italiani, i ricercatori hanno costruito una piramide alimentare piu' semplice con tre sole fasce di cibi: la fascia A, con gli alimenti da assumere tutti i giorni (frutta, verdura, cereali, legumi, frutta a guscio, olio d'oliva e una piccola quota di latticini); la fascia B, con i cibi da concedersi settimanalmente (pesce, pollame, uova, dolci); la fascia C, dove stanno i "peccati di gola" da limitare a una, due volte al mese (carne rossa). Ma il consumo di grassi saturi, ad esempio, e' in continuo aumento nel nostro Paese. "C'è un'ampia quota di persone che mangia troppe proteine animali: una strada potrebbe essere sostituirle con analoghi prodotti derivati però da proteine vegetali - spiega Volpe - e le proteine di soia hanno un effetto di riduzione del colesterolo: riescono ad abbassarlo del 5 per cento in soggetti con ipercolesterolemia familiare. Se molti si abituassero a sostituire la carne con una cotoletta a base di soia si avrebbe l'effetto di ridurre il colesterolo in eccesso nel nostro organismo e diminuire allo stesso tempo l'introito di colesterolo animale attraverso la dieta", conclude Volpe. (ANSA). BR