NSA/ DIOSSINA: FAZIO RASSICURA, PIU'PERICOLO DA BISTECCA BRACE

(ANSA) - ROMA, 12 GEN - L'allarme diossina rischia di 'contagiare' i consumi di carne e di uova, dopo l'allarme sulla sicurezza degli alimenti provenienti dalla Germania, e dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, arriva una rassicurazione: ''escludiamo che ci possa essere alcun rischio per i consumatori italiani''. ''C'é molta più diossina in una bistecca alla brace, fatta con carne non contaminata, che in una bistecca della Bassa Sassonia", ha spiegato il ministro sintetizzando la situazione. A sostegno della sua tesi, Fazio ha ricordato i limiti di legge sulla diossina. "I criteri con cui sono posti i livelli massimi di diossina previsti - ha sottolineato - sono molto conservativi, cento volte inferiori ai quelli che possono fare danno". In particolare la normativa comunitaria ha stabilito quali valori massimi di diossina, sulla base del consumo medio dei cittadini comunitari, un picogrammo (un miliardesimo di milligrammo) per grammo di grasso per le carni suine, e 3 picogrammi per grammo di grasso per le carni bovine. "In condizioni normali - ha aggiunto Fazio - un uomo di 60 chili è esposto a una presenza ambientale, nel corso della vita, di 350 mila picogrammi complessivi. Per avere conseguenze sull'organismo bisognerebbe ingerire centinaia di chilogrammi della carne che è stata trovata contaminata in Bassa Sassonia". Attualmente dai dati ufficiali, ha precisato il ministro della Salute, risultano positivi in Germania solo un campione di carne suina con un valore di 1,51 picogrammi su grammi di grasso e 18 campioni di uova. Fazio ha anche ricordato che in occasione della contaminazione di carni suine in Irlanda nel 2008, con un livello di 100 volte superiore a quello attualmente riscontrato nella carne tedesca l'Efsa (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) aveva dichiarato che "anche con un consumo giornaliero a base di esclusiva carne suina altamente contaminata non si sarebbero avuti necessariamente eventi avversi per la salute". Il ministro ha anche confermato che domani ci sarà una riunione con gli esperti del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità e che saranno diffusi i dati sui controlli in corso. La rassicurazione di Fazio non ha soddisfatto il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio di Pietro, secondo il quale l'intervento del ministro "non da' soluzione al problema". "Il Parlamento - ha detto - approvi subito il ddl sull'etichettatura che giace ancora alla Camera". Chiede di "etichettare tutto" il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio. "Ormai - ha detto - la tracciabilità è un diritto di tutti, dei consumatori e dei produttori". Secondo Pecoraro Scanio "serve anche un regolamento chiaro sui mangimi per i quali l'autoregolamentazione delle aziende produttrici non è più sufficiente". Il deputato dell'Idv Pierfelice Zazzera ha invitato invece Fazio a "guardare Taranto", "quotidianamente contaminata dalla diossina che viene fuori dai camini dell'Ilva". (ANSA). NAN