ANSA/ CIBI CLONATI, SCONTRO CONSIGLIO-PARLAMENTO UE
(di Patrizia Lenzarini) (ANSA) - BRUXELLES, 16 MAR - Agevolare o meno l'arrivo sulla tavola degli europei della pecora ''Dolly'' e in generale dei cibi provenienti da animali clonati: e' questo il nodo dello 'scontro' istituzionale che si e' aperto questa sera a Bruxelles tra il Consiglio dei ministri dell'Ue ed il Parlamento europeo, i cui esiti sono piu' che mai incerti. In gioco c'e' l'adozione del progetto di regolamento ''Novel Foods'', di cui la clonazione rappresenta la questione cruciale. In caso di mancato accordo entro la fine di marzo tra le istituzioni Ue - spiega Gianni Pittella (Sd), vicepresidente vicario e responsabile della conciliazione per il Parlamento europeo - ''la proposta decaderebbe, mantenendo in vigore la normativa attuale che non impedisce l'arrivo di cibi clonati''. Insomma un accordo apparentemente necessario ma, all'avvio delle trattative le posizioni erano ancora molto distanti, da fare gia' intravedere un lungo netoziato notturno. Il Consiglio Ue, per andare incontro alle richieste dell'Europarlamento aveva accolto in giornata, pur con una maggioranza risicata, un rafforzamento della tracciabilita' sugli animali vivi e sul materiale riproduttivo (seme e embrioni) della prima discendenza di animali clonati. La maggioranza dei ministri aveva sostenuto che i provvedimenti dovevano essere fattibili per poterli mettere in pratica. L'offerta e' apparsa subito insufficiente ai negoziatori del Parlamento europeo che hanno piu' volte chiesto la messa al bando dei cibi clonati in Europa o comunque un divieto che coprisse deverse generazioni. ''La tracciabilita' deve essere finalizzata all'etichettatura della carne o ad un divieto, non puo' essere fine a se stessa'', ha commentato all'avvio delle trattative Pittella. Per il responsabile della conciliazione del Parlamento ''o si fa l'accordo oppure, se si registrano dei progressi, si puo' lavorare ad una intesa da chiudere nei giorni successivi. Se le posizioni restano distanti, e' inutile riverderci''. Il Parlamento e' quindi pronto ''a mettercela tutta, ma non a rinunciare - precisa il negoziatore - a difendere i diritti dei consumatori''. E proprio l'Ufficio europeo dei consumatori (Beuc) a sua volta rilancia: ''L'Ue non rifiuti un'etichetta solo perche' gli Usa, ma anche Brasile e Canada, non prevedono un sistema di tracciabilita. C'e' una grande maggioranza di consumatori europei ha gia' detto no alla clonazione nella produzione alimentare''. (ANSA). LEN