Insufficienza renale,dieta aproteica -50% rischio morte rene
(ANSA) – MILANO, 18 APR – Trova conferma in uno studio italiano pubblicato sull' American Journal of Kidney Disease l'efficacia della dieta aproteica nei malati di insufficienza renale cronica (Irc) e malattie metaboliche (Pku). Secondo i ricercatori dell' Ospedale Santa Chiara di Trento, autori dell' articolo, nell' IRC la dieta e' in grado di ridurre del 50% il rischio di morte renale e rallentare quindi di oltre un anno la necessita' di trapianto. In Italia, a fronte di 45.000 pazienti in dialisi, si stimano in circa 2 milioni le persone affette da insufficienza renale cronica, patologia di forte impatto in termini di mortalita', ospedalizzazione e spesa sanitaria. Gli esperti stimano infatti che nella popolazione adulta circa un individuo ogni 10 abbia un grado d'insufficienza renale moderata, cioe' una funzione renale dimezzata o piu' che dimezzata rispetto alla norma. Secondo gli ultimi dati, la persona affetta da Irc e' prevalentemente donna, con un'eta' compresa tra i 75 e gli 81 anni. Considerato quindi il progressivo invecchiamento della popolazione italiana, lo scenario si presenta complesso e per affrontarlo i nefrologi stanno ipotizzando che un'arma efficace possa essere la dieta aproteica come terapia conservativa. ''Le ultime evidenze scientifiche – afferma Giuliano Brunori, Direttore del reparto di Nefrologia dell'ospedale Santa Chiara di Trento – dimostrano come, oltre alla necessita' di favorire l' aumento delle diagnosi precoci con gli esami di laboratorio disponibili, semplici e di basso costo, sia necessario adottare trattamenti adeguati non solo farmacologici. A questo proposito il nostro studio parte da dati che chiariscono come l' adozione della terapia nutrizionale aproteica sia in grado di ritardare l'Irc e le sue co-morbilita', riducendo il rischio di morte renale del 50% e prolungando del 41% il tempo di vita renale''. Un altro studio, pubblicato su Nephrol Dial Transplant, ''mostra come, ritardando di almeno 1 anno l'ingresso della terapia dialitica grazie alla dieta aproteica – aggiunge Brunori - si riesca sia a migliorare significativamente la qualita' di vita del paziente, sia ad ottenere un risparmio annuo/paziente per il Servizio Sanitario Nazionale di 21.180 euro nel solo primo anno di trattamento in dieta aproteica''. (ANSA). BRA