Piu' obesita' e malattie infettive in migranti in Ue

(ANSA) - MILANO, 1 APR - Emigrare non fa bene alla salute. Anche se, all'inizio, i migranti sono relativamente in buona salute, con il tempo diventano piu' vulnerabili a malattie infettive, ferite, problemi mentali, materno-infantili e diabete. E' quanto emerge da uno studio di Lancet sui fenomeni migratori in Europa. Ad affrontare i maggiori problemi sono soprattutto i migranti irregolari, che spesso non riescono ad accedere ai servizi sanitari e devono pagarsi tutte le spese mediche di tasca propria. Per quanto riguarda le malattie non infettive, i migranti sembrano avere inizialmente una minore incidenza e mortalita' per cancro, rispetto alla popolazione locale: differenza che pero' sparisce nel tempo. Alcuni gruppi di migranti registrano tassi maggiori di cancro collegati a malattie infettive, come tumori allo stomaco, nasofaringei, epatici, sarcoma di Kaposi, collo dell'utero e alcuni linfomi. Esistono grandi differenze nelle malattie cardiovascolari tra i vari gruppi migratori. La mortalita' e l'incidenza di ictus ad esempio sono maggiori nei migranti di origine africana. Chi emigra in Europa inoltre muore e si ammala di piu' di diabete, per una combinazione di fattori genetici, ambientali e insufficienti controlli medici. Chi proviene da paesi poveri tende ad abbandonare le proprie abitudini alimentari a vantaggio di quelle occidentali, dove la dieta e' piu' calorica e lo stile di vita piu' sedentario. In alcuni paesi addirittura obesita' e sovrappreso sono piu' frequenti tra i migranti che tra la popolazione europea, in particolare nei turchi e marocchini. Chi emigra in Europa inoltre ha maggiori rischi di problemi di salute materno-infantile, con tassi maggiore di mortalita' infantile e perinatale, a causa delle numerose nascite pretermine. (ANSA). Y85-VC