Nuove strade per prevenire e curare l'alcolismo

(ANSA) - CAGLIARI, 15 OTT - Porta la firma di un gruppo di ricercatori dell'Università di Cagliari, lo studio appena pubblicato su Addiction Biology, la più importante rivista internazionale di neurobiologia delle tossicodipendenze, che rivela come le azioni dell'etanolo (il principale componente delle bevande alcoliche) sulle cellule nervose dopaminergiche siano dovute ad una sostanza, il salsolinolo, che si ottiene nel cervello a seguito della trasformazione dell'etanolo stesso. La ricerca del pool guidato da Elio Acquas e composto da Miriam Melis, Pierluigi Caboni e Ezio Carboni, dimostra il ruolo chiave del salsolinolo nelle azioni dell'alcol in un'area del cervello, l'area ventrale del tegmento (VTA), in cui sono localizzate le cellule nervose dopaminergiche. Si tratta di cellule implicate nel controllo di funzioni cerebrali come la motivazione e l'affettività, le cui alterazioni sono alla base di disturbi psichiatrici, quali depressione, schizofrenia, e tossicodipendenza (quindi anche alcolismo). I ricercatori hanno dimostrato che quando l'etanolo raggiunge le cellule dopaminergiche viene dapprima trasformato in un'altra molecola, l'acetaldeide, che poi condensa con la dopamina rilasciata dalle stesse cellule nervose e genera il salsolinolo. Si può dire, quindi, che l'etanolo eccita le cellule dopaminergiche perché si trasforma in salsolinolo. Lo studio dimostra anche che quando si impedisce la formazione di questa sostanza, l'etanolo non può eccitare le cellule nervose del piacere e quindi non può esercitare il suo potenziale d'abuso. La ricaduta applicativa della ricerca, per le sue implicazioni preventive e terapeutiche, potrebbe essere immediata perché, intervenendo su uno dei due passaggi che precedono la formazione del salsolinolo, si può impedire che l'etanolo eserciti i suoi effetti alla base dell'insorgenza dell'alcolismo.(ANSA). CT