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4b. Counseling per l’aderenza a cambiamenti comportamentali

Nel processo del cambiamento dei comportamenti molte sono le variabili che danno vita nel paziente alla decisione di modificare un comportamento: la motivazione, il senso di autoefficacia nella sperimentazione delle nuove modalità di azione, l’importanza attribuita al cambiamento.
Nella consultazione con un medico, se il paziente è nella fase a esempio della precontemplazione (non sta prendendo in considerazione l’idea di modificare un comportamento disfunzionale per la salute) e, al contrario, la comunicazione del professionista è tutta orientata a comunicare al paziente le modalità per attuare il cambiamento, si genera un aumento della reattanza del paziente e delle sue resistenze.
Il paziente da una comunicazione di questo tipo deduce che le sue difficoltà non vengono prese in considerazione e nemmeno il suo punto di vista.
Nella fase della determinazione si possono iniziare a discutere obiettivi di cambiamento, per poi passare alla pianificazione delle azioni da compiere per raggiungere tali obiettivi, farlo prima vuol dire per il medico non essere ascoltato e compreso dal paziente.
Alcune tra le domande che una persona si pone quando pensa di modificare un comportamento di salute, sono le seguenti:
• Perché dovrei cambiare?
• Che beneficio ne trarrò?
• A quale costo? (In termini di energie, di lavoro e di sforzo individuale)
• Ce la farò?
• Come potrò riuscirci?
• Devo farlo adesso?
• Ci sono altre priorità?

Una serie di riflessioni che il medico può fare per analizzare il comportamento problematico di un paziente possono essere schematicamente riassunte in queste domande:
• Il paziente percepisce il comportamento come problema?
• Il comportamento gli "serve" per far fronte a qualche situazione?
• Il paziente percepisce il comportamento come legato alla sua salute?
• La sua salute costituisce la sua preoccupazione primaria, in generale, o in questo momento particolare?
• Il paziente avverte la necessità di cambiare?
• In che stato emotivo si trova il paziente?
• A cosa attribuisce la causa della difficoltà di intraprendere o modificare un certo comportamento?
• Il comportamento indesiderato è automatico?
• Il comportamento auspicato è considerato troppo difficile da raggiungere?
• Il paziente sente di non farcela a progettare e realizzare il cambiamento?
• Sente che non dipende da lui?
Per i pazienti affetti da diabete i cambiamenti auspicabili sono più di uno e capita che nell’ambito della visita vengono trattati tutti insieme, come un blocco unico senza rilevare le loro specificità e vengono stabiliti obiettivi generali e non specifici che possono riguardare un generico “miglioramento dello stile di vita”.
E’ importante che per ogni singolo comportamento sia stabilito un obiettivo che deve essere scomposto in piccole parti e va valutata insieme al paziente la sua attuabilità:
• Stabilire con il paziente un obiettivo di cambiamento specifico e concreto
• Pensare ad ogni singolo passaggio utile al raggiungimento dell’obiettivo
• Verificare che il paziente disponga di risorse e mezzi adeguati
• Verificare che l’obiettivo risponda a reali bisogni di cambiamento
• Prevedere i rischi di ricadute nel vecchio comportamento
• Discutere del possibile coinvolgimento di altre persone e delle possibili obiezioni mosse da terzi coinvolti
• Stimare i tempi di attuazione
• Fissare il raggiungimento dei singoli passi
• Pianificare la sequenza dei singoli passi
• Prevedere un calendario di svolgimento

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